La Numerologia è quella branca dell’esoterismo che attribuisce ai numeri dei significati simbolici mettendoli in relazione con aspetti che appartengono alla natura degli esseri umani.
Non è un’arte divinatoria come molti credono. Possiamo considerarlo un sistema di traduzione non soltanto dei comportamenti umani, psico-biologici, ma anche della realtà stessa. Essa ci permette di definire eventi, situazioni, comportamenti e manifestazioni della realtà. È il potere dei numeri. Se non ci fosse il numero noi non saremo in grado di riconoscere le cose, di definirle, di mettere un limite tra la nostra coscienza e l’ambiente esterno. Il numero da sempre ha dato struttura alle cose, in quanto esso è legato alla struttura, perché è interdipendente dalla geometria. Dove c’è numero c’è geometria, dove c’è geometria c’è numero.
Anche in noi esiste una sorta di geometria, una geometria della psiche, una geometria dell’anima. Ogni cosa ha una forma e anche la nostra vita, la nostra esistenza, non ne è esente. Quando noi nasciamo, la data di nascita che ci viene attribuita al momento in cui vediamo la luce, per la prima volta, indipendentemente dalle circostanze, conseguenze, impedimenti, ritardi, complicazioni, quel giorno lì, quel momento lì, quell’istante lì, è sacro. E in quell’istante vengono concentrate tutta una serie di energie, di frequenze, di forze archetipiche, traducibili in numeri, e i numeri che traducono queste forze sono quelli della nostra data di nascita. Anche l’orario ha un suo senso, un suo perché. I numeri sono vibrazioni. Questa mappa si basa sul fatto che l’Universo è un geometra, un architetto che ha creato ogni cosa in modo perfetto. Come in alto così in basso, come nel macro così nel micro. È la Legge di analogia. Tutto ciò che possiamo trovare dentro di noi, esiste sia nello spazio (macrocosmo) che nel microcosmo. Tutto ha dei ritmi, delle geometrie particolari. Pensate alla Sezione Aurea , che è precisa, identica dappertutto. Pensate alla spirale delle galassie, ai movimenti ciclici dei pianeti, pensate alle forme dei fiori e al numero dei petali, alle spirali delle conchiglie, alle pigne dell’albero del Pino, alla disposizione dei semi del fiore del girasole e del broccolo. Tutto ha delle geometrie perfette.
Pensate alle strutture geometriche dei minerali. Il nostro universo è geometrico, quindi, è numerico. Noi non siamo da meno. Considerato ciò, la nostra evoluzione potrebbe essere definita come una traiettoria evolutiva, sempre legata ai numeri. L’essere umano deve quindi prendere coscienza, non può disinteressarsi delle nostre forme psichiche, delle nostre geometrie psichiche. Compreso questo possiamo allora comprendere il cammino nella nostra esistenza e di quella altrui. Ogni numero è una chiave, una chiave che ci aiuta ad aprire le porte della coscienza, a dare significato e a qualificare le esperienze che viviamo. Questo ci permette di avvicinarci alla nostra parte più divina, a espandere la nostra coscienza e a vivere in armonia con l’universo, perché noi siamo esseri creati con un unico scopo: vivere.
I numeri quindi, danno delle risposte. Danno risposte rispetto a tantissimi nostri conflitti e blocchi interiori, desideri e ambizioni.
Se la nostra funzione sulla terra è vivere, è anche vero che ognuno di noi nella propria esistenza ha uno scopo e dunque dei compiti. Questo è un principio saldo per la Numerologia. Perciò, ognuno di noi è unico ed essendo unico si differenzia dagli altri. Unicità e differenziazione sono due aspetti fondamentali. Ognuno di noi ha una missione unica. Noi scegliamo consapevolmente la nostra anima prima ancora di nascere, compreso il nostro karma. Tutte queste informazioni sono già scritte nella nostra data di nascita. Qualsiasi data scelta è perfetta per noi, compresi tutti i suoi talenti e conflitti. Perciò, proprio attraverso i numeri che si compongono attraverso la data di nascita vengono generate delle vibrazioni che vanno a formare una struttura geometrica interiore necessaria per vivere in armonia, comprese le guerre interiori. Perfino Jung che era appassionato ai tarocchi e alla numerologia, riteneva che i numeri fossero degli archetipi universali (da Archè, principio, origine, e typos, forma, ma anche immagine). Jung affermava che il numero è la più primitiva espressione dello spirito, intendendo come spirito l’aspetto dinamico dell’inconscio.
“Oltre alla nostra coscienza immediata, che è di natura del tutto personale, esiste un secondo sistema psichico di natura collettiva, universale e impersonale, che è identico in tutti gli individui. Quest’inconscio collettivo non si sviluppa individualmente ma è ereditato. Esso consiste in forme preesistenti, gli Archetipi, che possono diventare coscienti solo in un secondo momento e danno una forma determinata a certi contenuti psichici”.
– Jung-
Nella vita ci possono essere tanti Archetipi. Li ritroviamo nei modelli tipici del comportamento umano. Essendo celati nella profondità del nostro inconscio, essi ne influenzano il comportamento senza che ne siamo consapevoli. Questo determina in larga misura il patrimonio di talenti e di capacità innate che ciascuno di noi possiede.
Questo inconscio collettivo viene anche chiamato Matrix Divina.
“Tutta la materia trae origine e vita solo in virtù di una forza… Dobbiamo presupporre che dietro a questa forza esista una Mente cosciente e intelligente. Quella Mente è la matrice di tutta la materia”
(Max Planck, 1944)
Ogni numero rappresenta un ordine naturale all’interno di un ordine più ampio, e ha un significato preciso. Ogni numero è un aspetto di questa Matrix Divina.
Non c’è un numero migliore o peggiore di altri. Ogni numero ha in sé bene e male, dipende tutto da noi, perché lo viviamo attraverso la nostra psiche che vive conflittualmente l’aspetto della dualità, proiettando i nostri conflitti nel numero, che in realtà, non ha natura positiva o negativa. Il numero è semplicemente esperienza.
Attraverso questi numeri noi riusciamo a capire quali sono i nostri talenti e quali i nostri limiti. Questi limiti che noi percepiamo come tali, non sono altro che proiezioni alterate da credenze e convinzioni di vecchie esperienze, non necessariamente nostre, che ci portiamo dietro da chissà quanti anni. Viviamo delle paure che ci limitano, ci priviamo della libertà di essere, della possibilità di vivere ciò che noi chiamiamo Paradiso, convinti che sarà nostro solo quando l’avremo meritato. Abbiamo in mano la pietra filosofale, il Santo Graal ma non ce ne rendiamo conto. È come se l’essere umano nasca con l’intento di rovinarsi la vita. Come se lo scopo della sua vita sia soffrire e patire le pene dell’inferno. Non è così. Eppure, nonostante sia più facile semplificarsi la vita, quello che fa è complicarsela. Perché? Non è facile rispondere a questa domanda, se lo fosse non ci sarebbero psicologi e psichiatri, non ci sarebbero problemi né tantomeno sofferenze. Possiamo dire che il nostro meccanismo di credenze/convinzioni e regole, fa acqua dappertutto. Abbiamo regole che da una parte indicano cosa è giusto e dall’altra regole che affermano l’opposto. Regole su regole. Regole che cozzano con le nostre credenze, regole che ci allontanano da ciò che è meglio per noi. Regole che ci siamo costruiti partendo da aspirazioni mancate, da sogni disillusi. Valutazioni errate fatte a livello superficiale, che possiamo chiamare anche “finti limiti”, che non sono quelli della nostra natura ma sono limiti imposti da alcune memorie genealogiche, da programmazioni biologiche che bloccano la nostra evoluzione profonda, come anima. Quei limiti sono lì proprio per essere superati.
Quindi sostanzialmente, il numero è un modo per cogliere dei significati simbolici che stanno dietro la nostra vita e ci aiutano a esprimerci pienamente in ognuno di questi archetipi. Ogni numero è collegato ad un Arcano Maggiore dei Tarocchi di Marsiglia, che come abbiamo visto, vanno dal numero 1 al 21 più Il Matto. Questi arcani sono degli archetipi sull’esistenza dell’uomo e della sua creazione. Possiamo riconoscere molti aspetti in comune con le ventidue lettere ebraiche, che di fatto sono collegate ai 22 arcani maggiori.
Affrontiamo in maniera molto superficiale l’alfabeto ebraico, perché non basterebbe una vita per studiarlo. Troverete comunque quei riferimenti che possono tornare utili nell’interpretazione dei 22 numeri. Anche l’astrologia ha dei legami con gli arcani maggiori. Arcano deriva dal latino arcanus, che significa forziere, sarcofago, scrigno, e questo rimanda al contenuto dell’Arcano, perché è come uno scrigno, qualcosa di misterioso che racchiude in sé qualcosa che non possiamo vedere, per la quale servono le giuste chiavi. Il linguaggio stesso degli arcani maggiori e molto criptico, enigmatico pieno di simboli. Sono tantissime le interpretazioni possibili, il nome stesso Arcano fa intuire che è necessario interpretare, scavare, cercare dentro, come il “tirare fuori da uno scrigno” qualcosa di ermetico, termine che deriva dal Dio Hermes, ovvero, qualcosa difficile da capire, qualcosa di evidentemente prezioso.
Hermes era il messaggero degli dei, è stato definito anche il Dio egizio Thot, maestro delle scienze occulte. Alcuni ritengono che gli arcani maggiori provengano dagli insegnamenti di questo Dio Egizio, legato a Ermete Trismegisto, maestro di sapienza e ritenuto l’autore del Corpus hermeticum. Hermes aveva il compito di portare l’uomo in unione con il divino, e questa è la funzione dei tarocchi, che ci conducono all’unità profonda dentro di noi, l’unità con l’Universo, l’unità con Dio, l’unità con ogni cosa. Ogni Arcano è un passaggio, uno scalino verso questa visione di perfezione di Dio in ogni cosa, è qualcosa che serve a risvegliare la nostra coscienza. Ogni Arcano attiva delle aree dentro di noi. Non vi è una verità assoluta all’interno di un tarocco, perché ad ognuno apparirà in modo differente, in base a come l’arcano maggiore si esprime nella nostra vita.
Quindi, in realtà, i tarocchi sono qualcosa di non definibile in termini assoluti, rappresentano solo un punto di partenza, intuizione, medianità, sesto senso e logica.
Veniamo alla Cabala. La Cabala non è semplice da spiegare. Se ricerchiamo nel web o sui libri troviamo che: “è una dottrina ebraica che comprende una serie di insegnamenti esoterici che intendono spiegare il rapporto tra un misterioso Ein Sof (infinità) e l’universo mortale e finito (creazione di Dio). È molto utilizzato da alcune correnti ebraiche, anche se non è una confessione religiosa in sé. La Cabala cerca di definire la natura dell’universo e dell’essere umano, la natura e lo scopo dell’esistenza e varie altre questioni ontologiche. Presenta anche metodi per aiutare a comprendere i relativi concetti per raggiungere così una realizzazione spirituale” .
Quindi la cabala studia tutta una serie di corrispondenze attraverso le quali si esprimono le cose: ogni lettera dell’alfabeto, quindi ad ogni suono, corrisponde un numero, di conseguenza ogni parola possiede un valore numerico. Sono tantissimi i significati che emergono da una lettera ebraica. Quindi, lo studio delle lettere funziona sempre per analogie e corrispondenze, anche se non sempre hanno una logica precisa.
Vi è anche la Cabala esoterica, che in occidente rappresenta il punto di incontro per tutte le materie esoteriche ed iniziatiche: magia, occultismo, gnosi, orfismo, ecc. È la filosofia di base, le fondamenta su cui hanno costruito e strutturato le varie società esoteriche come l’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata, gli ordini thelemici, le società mistico-religiose come la Compagnia dei Rosacroce. Da lì sono nati movimenti neopagani, Wicca e New Age. La Cabala ermetica è il fondamento della Qabalah Qliphotica, studiata dagli ordini come il Typhonian Ordo Templi Orientis .
Nella numerologia affronteremo solo la parte legata ai numeri e agli arcani; quella che può esserci utile nello studio dei talenti e dei conflitti, nella costruzione della Mappa.
Tratto dal libro Trattato Pratico di Numerologia Esoterica
Acquista qui il libro Trattato Pratico di Numerologia Esoterica